“Pensare il Nursing contro sè stesso” – EDITORIALE – Dicembre 2007

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                                                                                                                                                   di Luca Littarru

 

Quel che sarà Infermieri Eretici non so.
Son passati troppi anni per azzardare previsioni, troppi da quel 26 maggio del 1999 quando pubblicammo le prime pagine. Sono passati quasi 10 anni.

Quel che sarà Infermieri Eretici non so.
So che all’inizio c’era Ruggero, e c’era la pioggia quando a dicembre di 8 anni fa gli presentai l’articolo Millennium Drug. Ricordo, tutti temevano il cortocircuito dei pixel all’arrivo del nuovo millennio, mentre noi si pubblicava una ricerca sull’effetto del proibizionismo delle droghe leggere, e del Millennium Bug ce ne fregavamo.

Non lo so quel che sarà di Infermieri Eretici.
So che poi arrivarono Lorenzo Marvelli, Francesco Falli, Giancarlo Brunetti, Simona Conca e tanti altri, non cito tutti ma non ho dimenticato nessuno.
Alcuni, come Lorenzo, sono ancora qui su queste pagine a scrivere eresie. Altri, come Giancarlo, di eresie in questi anni ne ha pubblicate parecchie su NIM. Altri hanno scelto altre strade, diverse dalle nostre. Altri ancora persi per sempre.


Non lo so proprio quel che sarà di Infermieri Eretici.
So che queste pagine diranno molte parolacce tipo “corpo, viedosorveglianza, potere, Foucault, Artaud, metropoli, zattere, Nietzsche. Infermieri”.
So che non basta più il nursing sociale. So che il nursing scientifico non ci è mai bastato. So che è urgente paralre di movimento, globalizzazione, filosofia, arte…so che ci metteremo di mezzo il corpo.
So che l’occidente è, come vuole la parola, “terra della sera”. So che non desidero più farmi abbagliare dal suo tramonto di fuoco mentre staglia il mio profilo su un falso e meraviglioso orizzonte, volendo così nascondere le ombre che sulla terra si fanno sempre più lunghe e scure.
So che di scientifico c’è poco nel nursing, se per scienza intendiamo la pura dottrina. Se la scienza si definisce in tal modo grazie alle dimostrazioni empiriche, come possiamo pretendere di rendere scientifico qualcosa che si occupa di uomini e donne? So che se nel nursing c’è qualcosa di scientifico, questo qualcosa riguarda il corpo.
So che Infermieri eretici vorrebbe, una volta per tutte, obbligare il nursing a pensare contro se stesso.
So che ora riporterò l’editoriale che scrissi quasi 10 anni fa, il primo editoriale di Infermieri eretici. Contropotere, il titolo che scegliemmo. Allora come oggi, nel titolo del primo editoriale la parola “contro”, dove non si vuole intendere una disgiunzione (tipo il bene contro il male) semmai si vuole intendere un “altrimenti” possibile. Un “altrimenti” non disgiunto, e che all’idea bivalente (il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, il corpo e la mente, la scienza e la filosofia) opponga un’idea di senso contr(aria) ad ogni disgiunzione.
Mi pare che quell’analisi, a distanza di anni, si sia rivelata azzeccata e mi pare che, nonostante l’età, sia ancora molto attuale.

 

CONTROPOTERE (26 Maggio 1999)

Davvero non ci resta che piangere, diceva il buon Benigni in uno dei suoi più straordinari film. Il salotto buono della professione infermieristica, dopo aver festeggiato condivisibilmente l’abrogazione del mansionario e il nuovo Codice Deontologico, piange il mancato appuntamento con la legge che avrebbe dovuto sancire finalmente la Laurea in Scienze Infermieristiche. Piange e dice che abbiamo mancato un appuntamento storico con l’evoluzione della specie. Condividiamo in parte, ci sembra però che si perda di vista il vero motivo per rattristarsi. E’ un po’ come quando muore una persona famosa, magari una brava persona. Per carità, dispiace, tutti i media ne parlano e magari ci rattristiamo per la perdita. Ma, come al solito, i media si dimenticano delle migliaia di persone che ogni giorno muoiono, persone che non sono mai state alla ribalta delle cronache, persone che ogni giorno lottano contro la fame, la guerra, le malattie. I media, di questo, si dimenticano quasi sempre. Ed è un motivo più che valido per rattristarsi davvero, al di là dell perdita di un singolo individuo. Il salotto buono della professione infermieristica mi ricorda un po’ questi media qua. Ci raccontano che abbiamo mancato un appuntamento storico, che la dirigenza avrebbe significato una svolta per tutti (per tutti?) gli infermieri, anche e specialmente (specialmente?) per gli infermieri di base. Puo’ darsi. Poi queste stesse persone che celebrano il lutto con fiumi di inchiostro e di parole ci raccontano, questa volta con i fatti oltre che con le parole, che se ne fottono di quella fetta di infermieri professionali che non ha UN ALTO LIVELLO DI COSCIENZA, se ne fottono e si permettono di dire che se il 70% degli infermieri non ha la coscienza del valore della nostra professione allora concentreremo tutte le forze sul restante 30%. Siamo stufi delle contraddizioni del potere. Il potere che prima ci dice che la Laurea sarebbe stata una conquista di tutti e poi ci dice che se ne frega se il 70% degli infermieri non ne coglie l’importanza. Di contraddizioni del pensiero ne son piene le fosse. E il potere, nel suo delirio contraddittorio, diventa CONTROPOTERE. Noi rilanciamo subito la palla. Nessuna dirigenza laureata potrà essere vincente e cambiare il volto della professione se non avrà un base il più possibile cosciente di tale svolta. Per cui piangiamo per la Laurea mancata ma piangiamo e lottiamo ancora più forte per avere una base infermieristica cosciente dell’importanza di determinate cose. Nulla puo cambiare il volto della professione senza una coscienza di base forte e maggioritaria, neanche la Laurea. Non siamo noi, è la storia che ce lo insegna. Tutte le rivoluzioni sono fallite perchè condotte da pochi uomini illuminati senza l’appoggio delle masse coscientizzate. Il volto della professione cambierà solo partendo dal cambiamento degli uomini e delle donne, dal basso verso l’alto e non viceversa.

“Pensare il Nursing contro sè stesso” – EDITORIALE – Dicembre 2007ultima modifica: 2007-12-20T00:45:00+00:00da inferetici
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