Infermiere soggetto politico in lotta per un’umanità più giusta

                                                                                               di Giancarlo Brunetti
 

836697275a710e8f85c806efa218dae9.jpgNel novembre del 2006 il gruppo informale “Nursing in movimento” ha portato a Valencia una ricerca su “assistenza infermieristica e lavoro precario”. Il titolo del congresso organizzato dall’Asociacion de Enfermeria Comunitaria era inedito e intrigante “la sfida di assistere in un mondo globalizzato”.

Una sfida da prendere al volo per chi come me crede che il mandato professionale non può e non deve essere confinato nel recinto socio-sanitario, ma deve e può avventurarsi nel mondo dei diritti negati tra i quali quello alla salute.

Silvina Malvarez del PAHO (Panamerican Health Organization) ha aperto il congresso con una lezione magistrale con lo stesso titolo del congresso.

Nonostante la lingua spagnola la carica emotiva e la forza dei contenuti ci è entrata nelle ossa affascinandoci.

Fu proprio Silvina che dopo la nostra relazione-spettacolo venne a conoscerci e complimentarsi, da quel momento è nata un’amicizia forte e sincera.

Ci sentivamo obbligati a trasmettere ai colleghi italiani il messaggio contenuto in quelle righe, così lo traducemmo in italiano mettendolo a disposizione sul sito di Nim .

Voglio sintetizzare per gli amici eretici alcuni passi rimandandovi alla lettura integrale su www.nursing.nelmovimento.org. (in corsivo parti prese dal testo).

 

La globalizzazione non è un processo lineare. Presenta contraddizioni e conflittualità crescenti che hanno effetti sulla salute dei popoli su scala planetaria. Certamente ha avuto come effetto il miglioramento della vita quotidiana e delle condizioni di salute nel mondo e la tecnologia dell’informazione ha avuto un impatto radicale sui servizi sanitari. Però sono aumentate la disuguaglianza, la povertà, la marginalità, le minacce all’ambiente e le malattie su cui ha influenza la disuguaglianza di distribuzione delle risorse, mentre gli indicatori di salute rivelano che le società più sane non sono necessariamente quelle più ricche”.

Come si pongono gli infermieri di fronte a questo desolante panorama?

La mancanza di cure e l’abbandono delle fasce più deboli della popolazione è una delle conseguenze più drammatiche della globalizzazione.

Per gli infermieri che sentono come obbligo etico e professionale il prendersi cura delle persone l’attenzione alla comunità in un mondo globalizzato rappresenta una vera sfida. L’infermieristica può affrontarla solo con un cambio di pensiero, di posizione e di azione per affrontare le necessità di assistere le comunità in un contesto in trasformazione, ricco di minacce e di opportunità.

Non solo le malattie infettive e contagiose, la loro capacità di disseminazione a livello planetario saranno al centro dell’attenzione infermieristica, ma tutti i fenomeni sociali e politici che hanno un impatto fortissimo sulla salute delle comunità: l’urbanizzazione, la diminuzione della fecondità, le migrazioni, la povertà, l’analfabetismo, la denutrizione, la mancanza di protezione sociale, i disastri naturali ed i conflitti bellici.

Tutti questi rappresentano “un panorama mutevole che esige all’infermieristica un franco riposizionamento in relazione alla sua tradizione professionale. La nozione di salute globale  non è un puro concetto. È un’esperienza quotidiana di vivere nel mondo. È una realtà in crescita che richiede pensiero e responsabilità per l’umanità planetaria.”

Il problema della ingiustizia nell’accesso alle ricchezze, all’attenzione alla salute e alla informazione deve costituire il centro critico di una nuova visione dell’infermieristica ed il suo ruolo francamente politico. “L’ingiustizia sottostà alla maggioranza dei problemi di salute, costituisce una questione politica e suppone innovativi interventi sociali basati sull’etica del diritto umano alla salute, alla libertà e alla cittadinanza. Assumere il problema dell’iniquità supporrà per l’infermieristica enormi cambiamenti. Vorrà dire prendere coscienza di un orientamento all’iniquità, riconoscere che l’iniquità si esprime nella salute in modo drammatico, influire nel cambiamento dei sistemi di salute verso una cura ad accesso universale e generare buone pratiche. Però il cambiamento più essenziale resterà l’assunzione  di sé come soggetto politico in lotta per un’umanità più giusta.

La sfida della cura in un mondo globalizzato inizia con due domande: stiamo curando tutti? stiamo curando bene? (Beatriz Gomez). La sfida che l’infermieristica ha davanti non è semplice, parte da una base etico-politica che ha impliciti i seguenti valori essenziali:

         Il valore del diritto alla salute e alla cittadinanza

         Il valore dell’equità

         Il valore dell’eccellenza

         Il valore della tolleranza

         Il valore della solidarietà

         La cura come valore esistenziale

“La sfida di curare le comunità in un mondo globalizzato e di curarla bene suppone una trasformazione paradigmatica della nozione di cura, storicamente focalizzata sull’individuo, che necessariamente deve partire dalla coscienza del mondo e che implica l’adozione della comunità globale come unità di analisi e soggetto di cura”

Le infermiere hanno oggi lo spazio comune di speranza e la capacità di solidarietà con altre popolazioni e altre infermiere di differenti parti del mondo. Una solidarietà che ora può mettersi in rete con i mezzi che la stessa globalizzazione ha messo a disposizione, mediante azioni politiche e di cooperazione per costruire una rete globale di cure. Non c’è modo, ora, per disinteressarsi delle condizioni di salute nelle comunità più deboli tra nazioni o all’interno della stessa nazione

Silvina Malvarez conclude il suo intervento proponendo una rivoluzione nel profilo professionale, un’esortazione profonda e vibrante verso una nuova visione dell’infermieristica.

         “Intendiamo l’infermieristica come una professione nel campo delle scienze sociali, il cui oggetto di studio e intervento è la cura che ha come beneficiario il soggetto umano come essere culturale, la famiglia, i gruppi, le comunità e la società planetaria come unità di analisi e cura.

         Intendiamo la cura nella sua unica possibile espressione che è quella dell’alterità, vincolo amoroso e attenzione per ogni soggetto dell’umanità.

         Intendiamo l’infermieristica come la scienza, l’arte, la filosofia, l’ etica, la politica della cura umana, che si organizza e si esprime socialmente come identità singolare, in un campo complesso di conoscenze, di intervento e di responsabilità sociale:

L’infermieristica è scienza  in quanto suppone un processo di razionalizzazione del sapere…

L’infermieristica è arte  in quanto creazione, espressione soggettiva e precisa per ogni atto di cura…

L’infermieristica è anche filosofia, in quanto indagine e domanda costante sull’esistenza umana, sulle sue vicissitudini e trascendenza…

L’infermieristica è etica  perché non c’è possibilità di concetto e pratica dell’infermieristica senza la assunzione della cura come valore strutturante del dono, della solidarietà e della responsabilità sociale…

Infine l’infermieristica è la politica della cura umana. La natura intrinsecamente politica dell’infermieristica si esprime nel suo quadro etico, concettuale e pratico in  quanto pensa alle popolazioni, si occupa dei determinanti sociali della salute e produce interventi sociali orientati alla equità.”

Ciò rappresenta un atto di ridistribuzione del potere che permette, mediante un’ azione sociale deliberata, la costruzione di un mondo un po’ migliore, più giusto.

Vi chiedo di scaricare il documento integrale
(http://www.nursing.nelmovimento.org/savar/07-3/assistere%20silvina.htm)
e, dopo attenta lettura, di aprire una riflessione tra gli amici eretici di tutto il mondo su quella che può essere la nostra azione contro la globalizzazione neoliberista e per costruirne una alternativa basata sui diritti.

Infermiere soggetto politico in lotta per un’umanità più giustaultima modifica: 2008-01-31T22:56:16+00:00da inferetici
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