Quel che resta del corpo: una storia vera di anoressia

eb484a9fb94c5d2eda4266bacee1f864.jpgVi invitiamo a vedere la scheda di “Quel che resta del corpo“, un film scritto e diretto dal collega Luca Littarru. Cliccando qui vi collegherete alla pagina dedicata al cortometraggio dove potrete accedere alla scheda del film, al trailer, alla galleria fotografica.
Il film è stato prodotto da AINS onlus

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Quel che resta del corpo è un film di 26 minuti, prodotto con meno di 500 euro e i cui lavori sono durati 2 anni. Oltre ad essere un film è un’impresa emotiva, un progetto che si realizza sia per le attrici, che raccontano la loro vera storia di anoressia attraverso il loro corpo, sia per la produzione. I proventi della vendita del film andranno a finanziare i progetti di AINS onlus in Guatemala.

Presentazione.
Inizialmente “Quel che resta del corpo” doveva essere un libretto fotografico che avrebbe dovuto raccontare, con le foto appunto e con le parole, un dramma della società moderna: l’anoressia. Ma come ogni progetto artistico và inteso dinamicamente: il progetto del libretto viene così sostituito da un un cortometraggio. Il cortometraggio è il racconto della storia delle due protagoniste, Maura Degni e Mariateresa Lorusso.
La cosa straordinaria è proprio questa: le due protagoniste raccontano la loro storia in un film, quindi la loro “recitazione” è un calarsi dentro loro stesse per raccontarsi drammaticamente al pubblico.

9d15342761daafafaf6de4eb38197be4.jpgSInossi Il corpo è per natura ambivalente. E’ in grado di essere una cosa, e contemporaneamente anche l’altra. E’ l’Occidente, la sua società, ad aver scisso ogni ambivalenza, spingendo le due polarità in perfetti opposti: il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, il bello e il brutto, la salute e la malattia. Una polarità positiva, l’altra negativa.
Il disturbo del comportamento alimentare, che ha nell’anoressia (ma anche nella bulimia) il suo apice, è uno dei simboli di questa scissione: è una “malattia”, per cui sarebbe da inscrivere nella polarità negativa. Eppure l’anoressia è la risultante del tentativo di raggiungimento delle polarità opposta, quella positiva: la perfezione, la bellezza, l’essere apprezzati, in definitiva una lotta d’amore. Stridente contraddizione.
Il rifiuto del cibo è, infatti, il rifiuto del nutrimento, di ogni nutrimento: nutrimento affettivo, relazionale, di vita sociale, d’amore.
Quel che resta del corpo vuole, raccontando una storia vera, parlare di questa contraddizione e dirci che la strada passa per l’accettazione della nostra originaria ambivalenza. Quell’ambivalenza che proviene dal fondo pre-storico da cui un giorno ci siamo emancipati ma non per sempre, e sopratutto mai definitivamente.

 

Quel che resta del corpo: una storia vera di anoressiaultima modifica: 2008-01-31T23:15:00+00:00da inferetici
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